venerdì, agosto 29, 2008

4:48

Perso tra i miei incubi cerco di capire quale stella tu sia...

Non ho voce, un'idea si sta impadronendo di me, si direbbe nasca nel punto più debole di mente mia, impermeabile a qualsiasi obiezione.
Incrocio parole che non conosco, quando la mente si scatena, non c'è più niente che la fermi, mi consumo a vuoto divorato da una febbre lenta che sale.

Dopo mesi trascorsi su una rotta tracciata, con compagni di viaggio differenti a darsi il cambio, da qualche giorno mi sono sorpreso solo, in balìa delle onde - ritrovarsi senza equipaggio fa sempre un po' paura, soprattutto se non sei in un porto sicuro ma su un'imbarcazione fantasma - ma ciò che mi da più da pensare è che il tempo si stia assottigliando; è necessario guardare al di là della paura, affrontare la vita di ogni giorno con amore, anche se ci sono cose che non posso controllare.... Fuoco cammina con me.


Cmq...
il 06/09 LTdT in concerto@Summer Sunset '08...

martedì, agosto 26, 2008

Pensieri persi

Giorni di fatica, di case ridipinte, candele colate e nuove ripartenze tentate...

Cosa si fa quando non hai le parole per urlare la tua pena e il tuo dolore? Come riflettere, produrre pensieri nuovi, e non poterli far uscire dalla stanza incandescente? Come affrontare una crisi senza rivelarla? Come liberare il proprio futuro dalle pieghe di un'esistenza in qualche modo già scritta, già prevista? Come scegliere cosa essere quando sei schiavo del tutto o nulla?

Oggi ho camminato inutilmente in mezzo alla gente, alla ricerca di qualcuno che non c'è e non ci sarà... le occasioni non ritornano - giochiamo una partita senza regole dove il finale non è previsto - ho difficoltà a concentrarmi, troppe possibilità si fondono nel crogiolo del mio essere, troppe realtà, troppe voci a cui rispondere, troppe informazioni da processare, e troppi me stesso da diventare.

Penso al cielo sopra di me, alla pioggia assente, ricordo un tempo che non ho vissuto. Non avrei mai voluto rivederti, ma siamo amici, o almeno credo. Vorrei che piovesse di nuovo, vorrei poter lavare via la colpa di oggi e gli errori di ieri, ritrovare il paradiso che una volta immaginavo e ora invece appena sospetto, vorrei abbracciarti come non ho mai fatto e riparare quel po' di felicità che bastava a nutrirci. So di aver voluto, so di aver provato, ma sei tu che ho perduto...

Lentamente coricarsi, con in testa le parole di Elisabeth Bishop, Un'arte

Musica per domani

martedì, agosto 12, 2008

Minimi passaggi

Adesso sto ondeggiando lievemente. La ghiaia del vialetto stride sotto i miei passi e la luce del lampione, giusto sopra di me, annega im una pozza chiara. Mi sento oltremodo stanco, come se non dormissi da giorni. E più in fondo, ma in modo sfocato, mi sento anche gonfio di pensieri: come se, camminando a tentoni nel buio, avessi oltrepassato il perimetro di un'area inviolabile, segreta. Ondeggio tra le infinite variazioni di un umore volubile, ripenso agli ultimi giorni passati in un lampo frenetico e mi accorgo che dopo tanto tempo, c'è in me come un punto nascosto, una piccola zolla calpestata, un niente in esilio che ora vuole tornare...

La grande corsa di quest mesi è giunta al termine, penso, ma altro non è che il giro di boa...

Stay tunes...