Giorni di fatica, di case ridipinte, candele colate e nuove ripartenze tentate...
Cosa si fa quando non hai le parole per urlare la tua pena e il tuo dolore? Come riflettere, produrre pensieri nuovi, e non poterli far uscire dalla stanza incandescente? Come affrontare una crisi senza rivelarla? Come liberare il proprio futuro dalle pieghe di un'esistenza in qualche modo già scritta, già prevista? Come scegliere cosa essere quando sei schiavo del tutto o nulla?
Oggi ho camminato inutilmente in mezzo alla gente, alla ricerca di qualcuno che non c'è e non ci sarà... le occasioni non ritornano - giochiamo una partita senza regole dove il finale non è previsto - ho difficoltà a concentrarmi, troppe possibilità si fondono nel crogiolo del mio essere, troppe realtà, troppe voci a cui rispondere, troppe informazioni da processare, e troppi me stesso da diventare.
Penso al cielo sopra di me, alla pioggia assente, ricordo un tempo che non ho vissuto. Non avrei mai voluto rivederti, ma siamo amici, o almeno credo. Vorrei che piovesse di nuovo, vorrei poter lavare via la colpa di oggi e gli errori di ieri, ritrovare il paradiso che una volta immaginavo e ora invece appena sospetto, vorrei abbracciarti come non ho mai fatto e riparare quel po' di felicità che bastava a nutrirci. So di aver voluto, so di aver provato, ma sei tu che ho perduto...
Lentamente coricarsi, con in testa le parole di Elisabeth Bishop, Un'arte
Musica per domani
Cosa si fa quando non hai le parole per urlare la tua pena e il tuo dolore? Come riflettere, produrre pensieri nuovi, e non poterli far uscire dalla stanza incandescente? Come affrontare una crisi senza rivelarla? Come liberare il proprio futuro dalle pieghe di un'esistenza in qualche modo già scritta, già prevista? Come scegliere cosa essere quando sei schiavo del tutto o nulla?
Oggi ho camminato inutilmente in mezzo alla gente, alla ricerca di qualcuno che non c'è e non ci sarà... le occasioni non ritornano - giochiamo una partita senza regole dove il finale non è previsto - ho difficoltà a concentrarmi, troppe possibilità si fondono nel crogiolo del mio essere, troppe realtà, troppe voci a cui rispondere, troppe informazioni da processare, e troppi me stesso da diventare.
Penso al cielo sopra di me, alla pioggia assente, ricordo un tempo che non ho vissuto. Non avrei mai voluto rivederti, ma siamo amici, o almeno credo. Vorrei che piovesse di nuovo, vorrei poter lavare via la colpa di oggi e gli errori di ieri, ritrovare il paradiso che una volta immaginavo e ora invece appena sospetto, vorrei abbracciarti come non ho mai fatto e riparare quel po' di felicità che bastava a nutrirci. So di aver voluto, so di aver provato, ma sei tu che ho perduto...
Lentamente coricarsi, con in testa le parole di Elisabeth Bishop, Un'arte
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