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sabato, ottobre 03, 2009

Down for maintenance

Come riprendere? Due mesi di stop, ho svuotato la tazza, almeno lo spero, la stagione per imparare a guardare è passata anche quest'anno e devo ammetere mai in maniera così improduttiva, almeno per gli aspetti inerenti la guarigione, ma forse era solo la tazza che si stava svutando...

...il Boss, uno stadio intero "working on a dream", in lacrime sull'attacco di Bobby Jean, poi subito dopo, ballare senza risparmiarsi insieme a Maceo in mezzo a p.za Unità, le lezioni di Jojo e il tiro allucinante dei Nerve, i concerti con LTdT e perdersi durante un'esibizione di Julia Kent...

Altre volte ho come la sensazione di perdere la ragione - alte mura ricavate nel fango, quel profondissimo pozzo, scavato con fatica anno dopo anno - d'un tratto il fondo cambia forma e dimensione, smarrisce. La memoria vacilla, le idee ritornano al loro mondo di fianco alle muse e ai sorrisi che odorano di sogno.

...ricordare Miles, salutare Nanda e Nunzio, finalmente leggere tutto d'un fiato "Le Stanze di Mogador", veramente un gran libro, poi rincorrere i professori e procrastinare la laurea, riprendere a suonare davvero e produrre tanta, ma davvero tanta crema...

Riportando tutto a casa, metto a fuoco gli ultimi mesi, le indecisioni, le nuove scoperte e le vecchie paure, fantasmi da un futuro passato.

"Ti vedrò ridere ancora girandomi di scatto, mentre torni a casa, cercando i miei occhi - lasci al sogno il tuo profumo di cantucci zuppi d'amaro, un girasole senz'acqua è il tuo ricordo".
Abi


Canzone del ritorno
Take It To The Limit - versione di Etta James

mercoledì, marzo 04, 2009

Oṃ Maṇi Padme Hūṃ

Alzarsi per orinare e restare lì, inquieto...

Eccoci io e te città delle ombre...
nei miei periodi più neri ti appartengo in ogni istante della giornata, passano le ore e sento sempre di più la tenebra intorno e all'interno del corpo che mi protegge e mi ingabbia allo stesso tempo. Incapace di agire, incerto su tutto e capace di niente cammino su e giù per l'appartamento che deperisce insieme a me nel tuo torpore emotivo. Mi vedi alla finestra, mentre cerco la luna, sperando in una notte meno buia?
Vieni dentro, accomodati pure dietro il vecchio televisore o su quel letto la cui rete cigola ogni volta mi giro, insonne.
Avanti, parliamo un po'... raccontami di quello che mi hai rubato, degli attimi, degli amici, dai valore alla mia pena, confortami della tua macabra, rassicurante presenza dentro la mia debolezza...

Eccoci città delle ombre, io e te,
ogni volta è più difficile abbandonarti, ogni volta, la permanenza più lunga e debilitante, e tu impassibile, crudele, indifferente... In questi giorni cerco di nuovo di salpare e di lasciarti alle spalle, come sempre sperando ingenuamente di non rivederti più. Ma già lo so, non tarderò...

La voce nello specchio tace, faccio ancora fatica ad accettarla, ma non penso di essere matto, solo timoroso di essere sommerso dalla marea dei miei stessi pensieri.

Con questo piccolo post aggiungo un altro tassello alla mappa di viaggio, si parte

martedì, settembre 16, 2008

So long Richard

Ieri notte stavo mentre correggevo le bozze di questo ultimo anno rileggendo i vecchi post; come nei film ho rivisto i luoghi e i volti, spesso ho ritrovato le stesse emozioni e a volte mi sono stupito non riconoscendo me stesso nelle parole scritte... poi, mi sono imbattuto in una storia che avevo dimenticato, mi ha scosso oltre il ragionevole - è spiazzante come spesso siano le verità più evidenti, quelle che vengono rimosse con più facilità - i profeti non li ascolta nessuno, nemmeno loro stessi.

Ieri notte non riuscivo a dormire.

Ieri notte ho letto di un grande concerto nel cielo, per noi e per loro... ho tirato fuori dallo sgabuzzino un vecchio vinile, ho chiuso gli occhi e, commosso, ho preso posto. Standing ovation.

"And I am not frightened of dying. Any time will do, I don't mind. Why should I be frightened of dying? There's no reason for it. You've gotta go sometime."
"I never said I was frightened of dying."

Ieri notte ho smesso di pensare a me stesso.
Ieri notte sono andato a dormire senza prendere decisioni.

venerdì, febbraio 29, 2008

The Real Funk

Assenza. Giorni di distrazione e futile apatia. Giorni di vento e fontane e piazze diverse. Viaggio a vuoto, cicli futili si susseguono, lasciando indietro oggetti e memorie... Oggi volevo solo scrivere qualcosa per ricordare un altra "piccola ala" che se ne va... uno di quelli amici che non ti conosce, però al quale devi tanti momenti magici trascorsi in sua compagnia: in questi giorni anche Buddy Miles, ci ha lasciato; gli auguro di ritrovare Jimi...

Canzone da conoscere
Power To Love - Jimi Hendrix, da Band of Gypsys

domenica, gennaio 27, 2008

Musa Indifferente

Continuo a mischiare sogno e veglia, realtà e fantasia, a ripetere gli stessi errori ed analizzarne le conseguenze nella stessa maniera, le parole si ripetono, un continuo deja vu di concetti ed immagini, come se le mie cellule grigie non fossero in grado di produrne altre... e tu, mia Musa indifferente continui a giocare con la mia vita, lanciando inconsapevoli esche alle quali io, romantico idiota, languido perdente, o solamente giovane-triste-cuore-innamorato, continuo ad abboccare, oramai neanche più del tutto inconscio della prossima e quasi certa caduta, ma non per questo immune ai tuoi richiami; mi guidi in percorsi già battuti, e io mi accartoccio quando, caduto nella stessa buca, volta dopo volta, maledico e ringrazio il mondo e la mia condizione di credulità perenne ed infinita, con i suoi viaggi cerebrali e i sogni da romanziere di terza categoria.

Oggi mi sono alzato tardi, ma dopotutto ieri ho atteso invano chi sapevo non sarebbe giunto, ma che importa, la mia Musa deve amarmi, perché tutto intorno a noi è bellezza e pieno del lavoro di amore; e come potrebbe essere diversamente, dopotutto come potrei io non innamorarmi, o non provare amore immortale per la bellezza, potrei odiare J. S. Bach, o smettere di concedere affetto infinito per Wolfang? o per Miles? Potrebbe Lei infine odiarmi? Potrei portarla con me, lungo le frontiere o lungo i litorali, dove si specchia il mio mare turchese senza spiegarglieli e anzi nascondendole il loro significato? Potrei inginocchiarmi davanti alle nostre lapidi senza provare un sorriso amaro e senza versare una lacrima vedendoci infine vicini e per sempre? No, non potrebbe essere diversamente...

Solo che stanotte, dopo aver atteso, ed atteso, ho ritrovato qualcosa, quel po' di paura di non reggere le grandi passioni, quel timore di un amore più grande di me, così puro e vasto da risultare irraggiungibile, e forse più di tutto insostenibile, così centripeto da non permettere altre vie di fuga: se davvero avessi ucciso il mondo per la mia Musa, dove sarei fuggito poi, una volta abbandonato dal suo sguardo? Dove mi sarei potuto rifugiare se avessi appena finito di radere al suolo tutto quanto mi circonda?

Prendere in mano i libri e studiare è difficoltoso oggi, la capacità di attenzione è irrimediabilmente corrotta da queste e altre riflessioni, ma devo andare avanti Lunedì ci sarà il primo checkpoint di questo ciclo di studi, e io sia dannato se prevarranno i controlli inibitori, voglio andare avanti, progredire e non restare bloccato ancora in questa fase G0. Acqua veloce scorre sotto di me, è ora di lasciarsi trasportare dalla corrente lontano dai guai e dalle promesse delle muse.

Ieri per un attimo sono stato accecato dalla possibilità di creare qualcosa con Old Lee, Pan e Uzu, e dannazione tutto si sta concretizzando intorno a me e vorrei fare-dare di più, ma la frenesia di vita mia mi conduce sempre lontano dalle cose stabili e durature, la paura della mediocrità che mi spinge a fuggire è sempre bilanciata dal terrore di diventare-essere pazzo; e così mi smuovo e viaggerò ancora, conoscerò altre strade, percorrerò nuove avventure e sarò migliore, solo, in altre terre desolate abitate da giardinieri dal passo incerto, principesse e ballerine, altre saranno le muse e vecchi saranno i miei canti; il cuore dell'uomo è dotato della capacità infinita di dare, ma è pigro, e basta poco per perdere esercizio e lasciare che le nostre emozioni si atrofizzino in una nenia fusion di dubbia creatività, oggi mi sto sforzando di essere una grande sinfonia incompiuta, con tutte la voci orchestrate nella miglior maniera, i soli distribuiti ad hoc, e una solida impalcatura armonica a sorreggere la melodia che sento nel cuore, ma la mia Musa è distratta, indifferente al mio canto, e probabilmente è per questo che la tensione non risolve, lo stomaco non si distende, la musica si interrompe di colpo e il direttore abbandona la scena, seguito in silenzio da tutti gli orchestrali, come negli addii di Haydn...

Canzone che mi ha colto di sorpresa
Something Else - Gary Jules, da Trading Snakeoil for Wolftickets