lunedì, luglio 26, 2010

It's gonna be a bright, bright, bright, bright, sun shiny day...

Schizzi di una giornata. Un inutile cinelibro.

Scrivo un post, e lo metto nel forno. Spalanco le finestre per dare arie alle camere, cambio le lenzuola, gli asciugamani, e rendo importanti tanti ordinari momenti.
Una corsa degli occhi negli occhi, lunghe pause di studio, felicità è un modo di camminare.

[...]

Piange la mia anima di fantoccio, sola e triste in questa notte, notte di luna piena. Voglio ubriacare il mio cuore per spegnere un folle amore, che più che amore è un soffrire…
Voglio alzare un bicchiere e obliare la mia ostinazione, ti ho lasciata rubare i miei sogni e farne liquori.

[...]

Dalle finestra entra la luce, risalgo goffamente dai sogni fino al davanzale e le cose riprendono il dovuto e irrispettoso loro posto, i tuoi occhi erano l'ancora più bella che legava i miei sogni, oggi sono già ricordo...

mercoledì, luglio 21, 2010

A single man

Di nuovo libero, aumenta il tempo per l'introspezione, fare il bucato, togliere le ragnatele dalle finestre, lavare la doccia, riordinare i libri per autore e i dischi per genere, prestare lavoro al MTF e innamorarsi di nuovo, incessantemente in bilico su un pericoloso crinale, ancora prigioniero di paure e incapace di amare.
Ricomincio a soffiare nel tubo mio d'argento, mi metto a dieta, esercizio fisico e meditazione, tanto the verde, David Bowie ed il Boss, diviso tra le solite abitudini, e la voglia di stabilità, di un rapporto vero, senza bugie, senza filtri, che si rinnovi di giorno in giorno, frutto di opposto e simile, abbastanza da attrarsi e sufficiente per riconoscersi.
Finito di passare il mocio sul pavimento, disteso sul letto a fissare il soffitto della mia triste e vuota dimora in attesa che l'acqua evapori, immagino gagliarde storie d'amore che mai sarò in grado di provocare, mi vedo protagonista di passioni potenti e sconvolgenti; scrittore americano a Parigi faccio innamorare la bella dattilografa con dialoghi spiritosi, sorrisi perfetti, e quel velo malcelato di tristezza, pieno di fascino nello sguardo. La colazione è da Tiffany, per colonna sonora, ovviamente, la voce di Sinatra, la trama è gioia incostante, che ha bisogno di continue rassicurazioni, espansione di noi stessi oltre i vincoli della mortificante quotidianità. Un cameo della Dietrich e il finale alla saccarina.
Ci risiamo, penso, mi sono addormentato di nuovo. Arriverò in ritardo. Poi guardo l'ora, sciolgo la tensione e ricado con la testa pesante sul cuscino. Manca un'ora.
Ripenso agli ultimi giorni, l'altalena di emozioni, quella sensazione di crescita, di arricchimento e di liberazione dalla chiusura nel proprio io rattrappito, e il brusco risveglio, accompagnato da una voce insistente, figlia d'ansia e di insicurezza, tragico fattore di distruzione e di autodistruzione.
Negli occhi le immagini più disparate, io lavo i piatti, tu gli asciughi, tu lavi, io piego, non importa chi spolvera e chi spazza, adesso condividiamo i sorrisi, condividiamo gli scherzi, amiamo i bambini; tu distesa al sole con un altro, io per terra sbronzo e sporco di sangue a leccarmi le ferite, tu che ridi mentre balli in discoteca avvinghiata a uomini più alti e abbronzati di me, io seduto sul molo a far compagnia ai gabbiani e alle meduse, tu che splendi, comunque, io che svanisco dentro una musica storta.


Canzone per chiedere cosa fare
Drive All Night - Bruce Springsteen, da The River

martedì, luglio 20, 2010

Νόστοι


Entro in doccia che saranno state le 23.00.
Per lavarmi di dosso 6 anni di cattivi pensieri e malumori.
Orror vacui...

Ho finito, sono riemerso, laureato. La nave attraccata può finalmente lasciare il porto, la nebbia si dirada, penso. Ma intanto, restano le ombre. Quella sensazione che negli ultimi anni ha accompagnato la mia vita, prevedendo quell'intreccio di casualità e incontri che mi ha portato a riflettere sull'esistenza, che mi ha condotto in una direzione piuttosto che un’altra, oggi la vedo più chiaramente. L'ombra nasce nel luogo più profondo e nascosto dell'animo, quel nanometro di tenebra incastonato in mezzo allo stomaco che si fa sentire in momenti di grande emozione. Da là si distribuisce in tutti gli spazi, cercando di occupare tutte le cavità, tutti i compartimenti del nostro cuore, tutti i campi di girasole creati dai sogni e dai desideri. L'ombra ci protegge dai nuovi dolori, allevia le nostre percezioni e ci convince di esserci amica, inaridendo la fonte della fantasia e della meraviglia, spezzando il legame con la bellezza e la poesia, ci rende ingranaggi perfetti della macchina sociale. Ingabbiati nelle convenzioni del mondo che ci circonda, ci soddisfa con l'onore, il potere, il prestigio e il controllo sugli altri, mentre ci nega, per sempre, l'amore.


Oggi abbandono la città delle ombre, e cerco disperatamente di ritrovare chi ero prima di entrarvi. Mi aggrappo ai libri che ho letto, i dischi che ho amato, inconsciamente ricerco i passi sottolineati negli anni, mi appiglio a quanto ricordo di quelle scintille, di quelle poesie, le profezie che non capivo, gli imprinting che assimilavo, le parole che mi smossero allora, oserò turbare l'universo? Nelle pagine ingiallite di vecchie edizioni ritrovo i sentieri non intrapresi, nei vecchi diari scritti a matita, nei miei libri di navigazione, gli amori spesso immaginati e a volte vissuti, e per pochi istanti danzo di nuovo con Jenny in un vortice di polvere, passeggio con Sandy per Asbury Park, sussurro dolci parole all'orecchio di Angie, mentre, tra l'erba morta, la notte ci viene incontro bellissima e scalza per insegnarci la nostra distanza dalle stelle. Ridi, ma solo tu mi vedi: è vero, il ricordo è una maniera di modificare il passato, ma riemergere dalla bolla mi ha fatto ricordare chi sono, accogliere lo sconosciuto riflesso nello specchio e cercar il resto nelle nuvole.




Unravel - versione degli Swingle Singers da Ferris Wheel