Di nuovo libero, aumenta il tempo per l'introspezione, fare il bucato, togliere le ragnatele dalle finestre, lavare la doccia, riordinare i libri per autore e i dischi per genere, prestare lavoro al MTF e innamorarsi di nuovo, incessantemente in bilico su un pericoloso crinale, ancora prigioniero di paure e incapace di amare.
Ricomincio a soffiare nel tubo mio d'argento, mi metto a dieta, esercizio fisico e meditazione, tanto the verde, David Bowie ed il Boss, diviso tra le solite abitudini, e la voglia di stabilità, di un rapporto vero, senza bugie, senza filtri, che si rinnovi di giorno in giorno, frutto di opposto e simile, abbastanza da attrarsi e sufficiente per riconoscersi.
Finito di passare il mocio sul pavimento, disteso sul letto a fissare il soffitto della mia triste e vuota dimora in attesa che l'acqua evapori, immagino gagliarde storie d'amore che mai sarò in grado di provocare, mi vedo protagonista di passioni potenti e sconvolgenti; scrittore americano a Parigi faccio innamorare la bella dattilografa con dialoghi spiritosi, sorrisi perfetti, e quel velo malcelato di tristezza, pieno di fascino nello sguardo. La colazione è da Tiffany, per colonna sonora, ovviamente, la voce di Sinatra, la trama è gioia incostante, che ha bisogno di continue rassicurazioni, espansione di noi stessi oltre i vincoli della mortificante quotidianità. Un cameo della Dietrich e il finale alla saccarina.
Ci risiamo, penso, mi sono addormentato di nuovo. Arriverò in ritardo. Poi guardo l'ora, sciolgo la tensione e ricado con la testa pesante sul cuscino. Manca un'ora.
Ripenso agli ultimi giorni, l'altalena di emozioni, quella sensazione di crescita, di arricchimento e di liberazione dalla chiusura nel proprio io rattrappito, e il brusco risveglio, accompagnato da una voce insistente, figlia d'ansia e di insicurezza, tragico fattore di distruzione e di autodistruzione.
Negli occhi le immagini più disparate, io lavo i piatti, tu gli asciughi, tu lavi, io piego, non importa chi spolvera e chi spazza, adesso condividiamo i sorrisi, condividiamo gli scherzi, amiamo i bambini; tu distesa al sole con un altro, io per terra sbronzo e sporco di sangue a leccarmi le ferite, tu che ridi mentre balli in discoteca avvinghiata a uomini più alti e abbronzati di me, io seduto sul molo a far compagnia ai gabbiani e alle meduse, tu che splendi, comunque, io che svanisco dentro una musica storta.
Canzone per chiedere cosa fare
Drive All Night - Bruce Springsteen, da The River
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