domenica, settembre 30, 2007

L'inizio e la fine

La veglia ha ceduto il passo alla sera e alla notte. Le stagioni si sono date il cambio come le settimane e presto l'ennesimo ottobre tornerà tra i rami. Oggi il giorno è passato pulendo per terra e rassettando la casa. Domani si riparte; inizia il semestre - due corsi solamente per fortuna - mentre vedo la fine per entrambi i percorsi mi sprono a non cedere negli ultimi metri. Cerco una nuova dimensione, sono inquieto, non lo nego, distrattamente ascolto gli amici che ancora mi stanno vicini, non riesco a studiare ma ho ripreso a suonare - tra l'altro che bello l'altra sera dopo tre anni che non suonavamo insieme, tutto è come prima anche se è cambiato tutto e siamo delle persone diverse, altri - i piccoli sogni sono ciò che ora mi mantiene a galla, anche perché non ho ancora la forza per sorreggere quello grande, l'inevitabile mi è sopra. Ho perso capacità di attenzione, che è forse ciò che bramo di più nella vita accidenti! Take care! mi sono sempre ripetuto che la qualità della nostra esperienza è proporzionale al grado di attenzione che riusciamo a prestare, alla percentuale delle nostre energie trasformate sotto forma di attenzione... e ora lentamente tutto mi scivola via dalle mani, come se inconsciamente volessi alleggerire il mio bagaglio, liberarmi di un po' di zavorra accumulata col tempo e ripartire per un nuovo viaggio, pronto a riempirmi di nuove esperienze e vita e amore e alleluja e pace a te. amen


Canzone del giorno d'oggi
The Side You never Get to See - The Frames, da The Cost

venerdì, settembre 28, 2007

Coliche e disequilibrio

Sono stati giorni di conati e crampi, lunghe pause costretto a letto ed isolamento, (in)sofferenza e appuntamenti mancati. Gli esami sono passati, in questa girandola senza sosta un altro spicchio è stato consumato. Poche novità all'orizzonte, o meglio di tutto ciò che vedo a me davanti, passione e forza sembrano gli unici assenti.

La quinta stagione è ufficialmente trascorsa ma non ne ho saputo trarre giovamento, anzi. Devo aver abusato di nuovo, e un po' ne pago le conseguenze. Vorrei che fosse semplice, davvero. Al diavolo la complessità - oggi non è proprio giornata - le lunghe elucubrazioni e i voli stratosferici dei miei pensieri. Rivoglio la mia digestione, le intese immediate di due sguardi che si incrociano la prima volta e per sempre, la fatica fisica e la sua ricompensa. Rivoglio l'arancione e un briciolo di vita sociale, voglio tornare a guardare nello specchio e riconoscere l'estraneo che ora vedo. Ma ci vuole tempo...

...sale dalla terra al cielo per ricevere le luci dell'alto poi di nuovo scende in terra, riunendo in sé la virtù del superiore e dell'inferiore, perché la luce delle luci è in lui, sicché l'oscurità si allontana da lui...

Canzone del giorno
Lifeline - Ben Harper & The Innocent Criminals, da Lifeline

domenica, settembre 23, 2007

Strange Fruit

Lasciarsi vivere, studio l 'acustica per l'ultimo (finora) degli esami, ascolto la musica di Ghanaba, lavoro con la gente... non so, attendo l'arrivo di qualcosa, o di qualcuno; aspetto una pioggia purificatrice o solo l'ultimo libro sul comodino da leggere.


Il suono dell'acqua non ha né passato né presente.
(Adagio cinese)

Stasera si torna a Trieste. Canzone per il viaggio:
Strange Fruit - Billie Holliday

giovedì, settembre 20, 2007

Venature

Giornata di misunderstanding, di occasioni evitate... come a buttare nella spazzatura quintali di avanzi di cibo; ho provato il grembiule rosso e mi sta largo - come la sensazione di saturazione di questi ultimi giorni. Non più libero di quanto non lo fossi stato prima, non meno prigioniero dei miei limiti.

Come un'interferenza, una distorsione del segnale che confonde la vista, un fruscio di sottofondo,
... il sentiero dei sogni si allontana dalla via maestra per intraprendere viaggi immaginari fino al sorgere di un mattino polare sensibile ai movimenti di terra e cuore - bascula - la cui rotazione viene impedita dagli spasmi di una frenesia incapace di controllo; riemerge dalle viscere di questa nostra società in affitto in città di cui ignoriamo lo spelling o almeno una singola manciata di comignoli...

Canzone automatica:
Way To Blue - Nick Drake, da Five Leaves Left

martedì, settembre 18, 2007

Intervallo

Pioggia e vento. Attesa - sensazioni di complessità insensasata - lunche pause... come se nel ragionamento, un estraneo volesse rimarcarne l' assenza sottolineandola frase dopo frase; la città delle ombre.

Molta confusione, volti di donna mi si presentano davanti agli occhi in continuazione, come un malcelato rimorso, con più orrore intellettuale che paura sensibile, incapace di distinguere quale il sogno quale la realtà, alterno almeno tre o quattro libri contemporaneamente nella speranza di individuare inconsciamente dei segni, stelle fisse che mi conducano fuori da questa tempesta.

Aria e acqua si scontrano, le posso sentire oltre i muri dell'appartamento, la rotta è compromessa, il morale a terra - anche il basilico mi deprime - eppure, continuo a ricordare uno sguardo e abbozzare poi un sorriso, ritrovare la felicità di annullarsi completamente in esso e dimenticare tutte le nostre miserie; le ombre.

Mi immergo fino al punto più profondo, dentro al nucleo di questa grande cellula vivente per cercare gli appaiamenti errati, le combinazioni mutate e riparare la trascrizione del messaggio, ma nulla sembra fuori posto - la mia conoscenza in tal senso è comunque ancora troppo limitata - cautamente all'inzio, poi con indifferenza, infine con disperazione, ammirai le doppie eliche della vita nella loro danza perfetta e finita e mi accorsi che niente dura in eterno.

Polvere e cenere alzate dal vento. Mi accingo a coricarmi. Esami al mio risveglio.


Canzone della buonanotte:
I Shall Be Released - nella versione di Jeff Buckley, Live at Sìn-è Legacy Edition

venerdì, settembre 14, 2007

Say it's all right Joe


Sono giorni di studio, di piccole ore e fogli d'appunti...
solo tre righe per ricordare un grande maestro e un' inesauribile fonte di ammirazione...


Canzone per sempre:
A Remark You Made - Wheater Report, da Heavy Weather

Daysleeper

Mi hanno detto scrivi, e io ho scritto. Ho scritto di ciò che veduto e ho lasciato un segno. Mi hanno detto ascolta, e io di ogni cosa ho imparato a riconoscere l’eco. Mi hanno detto leggi, mi hanno detto studia, io ho fatto, ho adempiuto, ma non c’è amore in ciò che ho appreso.

Ho viaggiato, quando mi hanno detto di farlo, sono ritornato quando l’ho voluto, e ho pianto quando mi sono accorto di non essere mai partito.

Ho parlato, recitando parole non mie, ho suonato, giocando con musiche altrui, sono invecchiato in un corpo ancora giovane, mentre svolgevo lavori che non mi si confacevano.

Ho vestito i panni perfetti della vita concreta, ho combattuto le guerre segrete, e meditato su una goccia di rugiada.

Ho attraversato la consapevolezza del dolore e dimenticato il suo significato.

Alla fine mi hanno domandato chi sono. E non ho risposto. Mi hanno chiesto da dove venivo, dove sarei andato. E ho alzato l’indice al cielo. Mi hanno detto racconta. E io ho risposto:

“Mi chiamo Staff, ho 23 anni e non ho mai sognato”.

lunedì, settembre 10, 2007

Domenica di settembre

Mi sveglio tardi, colazione come promesso con Old Lee, poi lettura - oggi Capitano Alatriste di Arturo Pérez-Reverte - giusto per distogliere l'attenzione dalle dispense di chemio che in sti giorni mi sto sciroppando un po' in ogni momento libero. Verso le quattro inizia la serie di coincidenze meravigliose di questa domenica di settembre. Insomma, per farla breve, mi trovo a leggere le poesie di Abi per la prima volta in pubblico ad una maratona di musica e poesia contro la violenza insieme ai Disuniti e alla Lulla, il tutto in un parco di un ex ospedale psichiatrico. Belle le poesie, belle le canzoni e i cantautori, belle le bambine che offrivano i ciclamini e quelle che correvano spensierate, begli gli occhi della Stefania, da dove ho sentito provenire una sinfonia non appena abbiamo incrociato lo sguardo, con tutte le connessioni al momento giusto, bella la Matilda, un cane guida in libera uscita, bella Trieste alle quattro del mattino, quando mi hanno riaccompagnato a casa e ci è scappata una passeggiata notturna con molo annesso...

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.. Trieste dormi, el mar se movi apena
le stele brila, e le me fà sognar, e se stanote
ciapo una sirena, mi te la voio, domani a regalar...


Canzone per domani
Soleil - Richard Galliano, da New York Tango

Testa e cuore

Canzone per la settimana appena trascorsa:
A Salty Dog - Procol Harum

Settimana di testa e cuore. Trieste mi ha accolto (come sempre) con visioni da mozzare il fiato e gratificare il cuore. Primi giorni passati tra banche e viaggi futili, giusto per ricordare alle membra cosa voglia dire il viaggio...
Tutti i programmi saltati, corse non se ne parla neanche lontanamente, avanzo a tentoni giorno dopo giorno, ora dopo ora, sempre in bilico tra il vorrei e l'abbandono all' hic et nunc...


Mercoledì e giovedì.
ho ritrovato l'alba e fatto cantare lo spleen, per quanto poco talentuoso e di misero pregio. Le buone sensazioni per i progetti musicali si stanno concretizzando, ma nutro dei dubbi, funzionerà?
Venerdì.
Finalmente a lezione, o meglio - ore 03.00 circa lascio Old Lee con la promessa di vederci sabato e torno verso antica casetta, ore 7 risveglio a marce forzate frustrato dal peso dei giorni passati, doppia colazione con occhi da far invidia ai buchi neri con tutto il beneplacito di astrofisici e conigli bianchi chiusi dentro una scatola, ennesima corsa contro il tempo vinta al fotofinish con volontà pura al primo posto seguita da condizione atletica e piacere; riscaldamento con note lunghe, per ritrovare il soffio, il sostegno che mi faccia andare avanti, quel respiro mia prima chiave de oro - Lezione quindi, con nuove soddisfazioni e certezze della strada da percorrere - come mi sembrano lontane le paure e l'insicurezza da giovane inedito dilapidatore di talenti - poi ennesimo treno, Trieste e la realtà universitaria...
Sabato.
ho rivisto nonna, l'ho trovata, al solito, in bilico tra la realtà della sua mente e la quotidianità delle altre persone che le stanno vicino, me compreso; indecisa ancora se lasciare il sentiero comune definitivamente. Come se, giunta alla soglia ultima della sopportazione del vivere, sia intervenuto in suo soccorso un meccanismo celeste di auto-preservazione che, seppur imperfetto e incomprensibile ai più, figli e nipoti compresi purtroppo, la allontana e la esclude da un oggi troppo inutile e doloroso, riportandola alla sua patria immortale, l'infanzia dove, forte e incosciente, non aveva paura del futuro, o in nuovi territori paralleli popolati da ciò che sarebbe potuto essere, un gigantesco e continuo What if... , così sicuro e accogliente che riemergervi diventa ogni volta più faticoso. E chi siamo noi per arroccarci il diritto del giusto vivere, della Verità, della realtà vissuta come unica e indiscutibile, l'arroganza di una non simpatia, che le nega puntualmente il consenso...
Libera in maniera assoluta, cioè sciolta da ogni legame ma allo stesso tempo legata a se stessa in un modo di ripiego... a volte mi chiedo quanto distante in verità... e chi non è pronto a farsi carico di ciò, forse è prigioniero di una realtà ben peggiore.

lunedì, settembre 03, 2007

Ripartenze o quasi

Oggi mi tocca segare la serratura di casa che si è inceppata... che seccatura! Ieri ho dormito tutto il giorno eccetto per una corsetta de-faticante alla sera, sono quasi pronto per ripartire ala volta di Trieste con il mio bagaglio di pile ricaricate - speriamo di durare fino a giugno - mancano ancora alcuni tasselli di poco conto ma ci siamo.

Canzone del giorno:
Cherub Rock - Smashing Pumpkins, da Siamese Dream

domenica, settembre 02, 2007

Pulizia

Pulizia. Scivolare verso casa liberandosi lentamente delle zavorre – decompressione di stress e psicosi ossessive per riemergere in superficie. Sinceramente, so che questo continuo scrivere dai e riguardo i treni stia diventando un cliché, tuttavia… come fate voi a restare insensibili allo scorrere delle immagini, alla ritmica cadenzata, alle persone nuove ogni viaggio, quell’incredibile galassia di anime inquiete sedute in seconda classe?


Linee curve, scivolare dalle imposizioni, è chiaro che mi sia venuta in mente l'acqua e il suo scorrere, sono stati giorni di scontri evitati, di contrapposizioni (solo) rimandate temo, con in primis la mia indecisione sul futuro da intraprendere; non so cosa sia giusto o per lo meno corretto, e anche questo è un condizionamento, vorrei liberarmene, agire senza stupide implicazioni cerebrali, non so se scegliere di mollare tutto e continuare per una mia nuova strada ancora da inventare o continuare a sbattere la testa contro quella degli altri accettando la situazione e le responsabilità...


Ieri ho letto Un'amore all'inferno di Cugia tutto d'un fiato, proprio bello, sto studiando ancora troppo poco, ma la fase generalizzata lo prevede, speriamo di mantenere l'andamento in questo allenamento - quante speranze, oggi - mi manca, in realtà.


Canzone per oggi:
Fake plastic Trees - Radiohead, The Bends... e non serve aggiungere altro.

sabato, settembre 01, 2007

Tutto quanto non ti ho detto

Oggi è il giorno delle parole non dette.

“I heard there was a secret chord, that David played and it pleased the Lord but You don’t really care for music, do you?”

Come hanno fatto due estranei come noi ad amarsi, tanto temo fa?
Oggi mi sono ritrovato tra le mani il tuo regalo di compleanno, o meglio, il regalo che avresti ricevuto se quel giorno, non fossi scappata con un altro. È un libro di poesie di Rimbaud illustrate da Hugo Pratt – ricordo, tu amavi Rimbaud e io all’epoca stravedevo per Pratt – sulla prima pagina bianca avevo scritto di getto una dedica appassionata e incosciente come noi. Usai i versi che Raymond Carver dedicò alla moglie nella poesia “For Tess” per come me li ricordavo e in fondo al mio “Ti amo” trascrissi la nostra Halleluja…

…Babe I’ve been here before, I’ve seen this room and I walked this floor; I used to live alone before I know You..

Aspettai a lungo; ti aspettai. Ma non arrivasti più. Tornato a casa scartai il regalo e lo lasciai a prendere polvere. Di tanto in tanto, con l’avanzare delle fasi del dolore, avevo preso l’abitudine di inserire nuove rime che, a seconda dello stato d’animo, si sono colorate di rancore, rabbia, speranza illusione e di tutto quanto non ti ho detto mai.

…Well maybe there’s a God above, but all I ever learned from love i show to shoot somebody who outdrew You, and it’s not a cry that You hear that night, it’s not somebody who’s seen the light, it’s a cold and it’s a broken Halleluja…

Alla fine non rimpiango niente, e non ho nulla da recriminare. Semplicemente ci sono cose che non sono fatte per stare assieme, per quanto banale possa sembrare. Avremo sempre un vissuto comune, un meraviglioso piccolo sogno creato dalle nostre anime disperate in continua ricerca.

…Halleluja…