Mi hanno detto scrivi, e io ho scritto. Ho scritto di ciò che veduto e ho lasciato un segno. Mi hanno detto ascolta, e io di ogni cosa ho imparato a riconoscere l’eco. Mi hanno detto leggi, mi hanno detto studia, io ho fatto, ho adempiuto, ma non c’è amore in ciò che ho appreso.
Ho viaggiato, quando mi hanno detto di farlo, sono ritornato quando l’ho voluto, e ho pianto quando mi sono accorto di non essere mai partito.
Ho parlato, recitando parole non mie, ho suonato, giocando con musiche altrui, sono invecchiato in un corpo ancora giovane, mentre svolgevo lavori che non mi si confacevano.
Ho vestito i panni perfetti della vita concreta, ho combattuto le guerre segrete, e meditato su una goccia di rugiada.
Ho attraversato la consapevolezza del dolore e dimenticato il suo significato.
Alla fine mi hanno domandato chi sono. E non ho risposto. Mi hanno chiesto da dove venivo, dove sarei andato. E ho alzato l’indice al cielo. Mi hanno detto racconta. E io ho risposto:
Ho viaggiato, quando mi hanno detto di farlo, sono ritornato quando l’ho voluto, e ho pianto quando mi sono accorto di non essere mai partito.
Ho parlato, recitando parole non mie, ho suonato, giocando con musiche altrui, sono invecchiato in un corpo ancora giovane, mentre svolgevo lavori che non mi si confacevano.
Ho vestito i panni perfetti della vita concreta, ho combattuto le guerre segrete, e meditato su una goccia di rugiada.
Ho attraversato la consapevolezza del dolore e dimenticato il suo significato.
Alla fine mi hanno domandato chi sono. E non ho risposto. Mi hanno chiesto da dove venivo, dove sarei andato. E ho alzato l’indice al cielo. Mi hanno detto racconta. E io ho risposto:
“Mi chiamo Staff, ho 23 anni e non ho mai sognato”.
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