lunedì, ottobre 23, 2017

Night Train Blues #4 - Mezzosangue

Per anni ho viaggiato di notte. Inseguendo un sogno in giro per l'Italia ho incontrato me stesso negli EuroNight, negli Intercitynotte, negli affollati scompartimenti da sei cuccette; e in tutta l'intimità forzata dovuta agli spazi ridotti, il mio microcosmo di umanità.
In quelle notti di sonno intermittente avevo sempre con me un piccolo quaderno dove poter raccogliere i pensieri. Spesso ancora mezzo addormentato, a malapena cosciente, riempivo le pagine di canti naufraghi, amanes deliranti, e poesie incompiute la cui  "forma" era, nella migliore tradizione della prosa spontanea, lo spazio offerto dalla pagina. I miei night train blues...


IV

Occhi infuocati carichi di memoria, segnati dal lavoro delle mani e anneriti dalla polvere di un viaggio che non è scelta ma necessità continua, esperienza bicorde lasciata ogni volta su un nuovo treno, con cuore a bagaglio e disprezzo e paura come compagni di avventura. Croci multicolori e scarpe di marca, pantaloni strappati e denti ingialliti dal fumo…

Strane storie, difficile immaginare che dietro si nascondano per tutti le stesse madri, le stesse città e le stesse piazze, non importa. Di quegli occhi, nelle poche parole scambiate, nel nero cielo che sovrasta queste eclissi grigie lasciate andare alla deriva, a nessuno importa in realtà. Il tempo passa per ognuno degli sguardi tristi che incroci viaggiando di notte. Un’assenza che non ha volto né nome, è solo condizione immanente, leit-motiv di un destino beffardo. Grazia e talento a mani che stringono terra bruciata dal sole e quotidianamente si contorcono dietro a una fresa o su un lenzuolo bianco disteso sulla polvere di portici e mercati di città.

Figli di comunità in conserva nati con la paura di perdere la propria identità in una terra inospitale che preferirebbe cancellarli e ignorare banalmente l'esistenza dell’inferno da cui si fugge. Sono quelli che non ci sono più. Inutilmente sono nella sera quella perduta gente, oggetti di scandalo per ricchi laidi spaventati dalle ombre dei loro bianconigli sfuggenti, e bersaglio preferito per la caccia alle streghe di vecchie signore annoiate. Tutti i nostri ieri.

La vita assume un senso nuovo, quando realizzi che per quanto il viaggio possa continuare e le stazioni moltiplicarsi insieme alle stagioni, senza quella incredibile contingenza iniziale che ti ha permesso di essere quello che sei, oggi probabilmente staresti implorando un aumento per la tua famiglia davanti al caporale che ti è toccato in sorte, o rischieresti tutto in una guerra di cui ignori il senso e le motivazioni, sperando alla fine che un sogno ti rapisca. Ma adesso sai. Gli orizzonti vanno dipinti, anche se le radici affondano dentro al dolore. Nessun colore ci è dovuto.

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