Per anni ho viaggiato di notte. Inseguendo un sogno in giro per l'Italia ho incontrato me stesso negli EuroNight, negli Intercitynotte, negli affollati scompartimenti da sei cuccette; e in tutta l'intimità forzata dovuta agli spazi ridotti, il mio microcosmo di umanità.
In quelle notti di sonno intermittente avevo sempre con me un piccolo quaderno dove poter raccogliere i pensieri. Spesso ancora mezzo addormentato, a malapena cosciente, riempivo le pagine di canti naufraghi, amanes deliranti, e poesie incompiute la cui "forma" era, nella migliore tradizione della prosa spontanea, lo spazio offerto dalla pagina. I miei night train blues...
La vita assume un senso nuovo quando tutte le volte che esci dalla porta di casa, o che vi fai ritorno, ti ritrovi ad attraversare il giardino della memoria e, tra una bolletta non pagata e la lista della spesa, ti soffermi davanti ai troppi amici persi, ai tuoi eroi svaniti, o anche solo davanti all’ultima lapide di mezzosangue senza nome che incroci lungo il sentiero.
La vita assume un senso nuovo quando sull’ennesimo treno dell’ultimo viaggio, alzando gli occhi coperti di lacrime per aver preso a cuore ogni morte di cui sei venuto a conoscenza dalle pagine patinate di una rivista, ti ritrovi in mezzo ad un vagone che dorme immerso nei propri dubbi di impiegato pendolare mentre una trans, nel corridoio, passa ore al telefono parlando di business-class, ottimismo e cocaina.
Eppure quel senso, ora che scruti i campi scorrere riflessi nel vetro, e che la trans di prima ha richiamato la tua attenzione rimarcando che: “il comunismo, ciccia, non è mica un’utopia”, sembra sciogliersi, nascondendosi negli strati più reconditi della tua scura anima, per accompagnarti nel cammino verso la consapevolezza di sé come una piccola conquista dell’inconscio sottoforma di motivetto ternario.
Spesso la vita assume un senso nuovo, e anche se non riesci a spiegartene il motivo, dubitando forse stupidamente che la verità possa rivelarsi nello scompartimento numero otto dell’Intercity notte diretto a Genova, tutto a un tratto, ti senti sollevato.
Nessun commento:
Posta un commento