Risveglio gratificato dall'ora recuperata al sole, faccia persa nello specchio, vedo i segni della notte appena trascorsa - penosa contemplazione di questa figura quasi titanica che va contro i limiti della natura perdendo immancabilmente - il teatro, dove una volta di più non so se è meglio per l'uomo una piccola platea cosciente o l'Hýbris di un vasto uditorio che non segue il significato e non apprezza nemmeno la forma, salvo poi spellarsi le mani e profondersi in apprezzamenti fuori luogo appena fuori i vomitoria per riversarsi infine il locali e bettole di terz'ordine dove perdersi tra un boccale e l'altro; quegli occhi scuri sul balcone, neri come l'onice, lanciati oltre l'oscurità dell'orizzonte; la sorpresa di scambiare quattro parole d'intesa come non mi capitava da tempo, un gioco di allusioni e reticenze lasciate cadere, sciolte in una risata inattesa e per questo ancora più meravigliosa, una piccola luce tornata dalle pieghe di un tempo non so quanto lontano. Cosa resta ora di tutto questo, della sensazione che si prova quando ci si sente dimenticati, quando vedi l'ombra calare sulle parole "non è bello sentirsi soli", quando l'eccitazione prende due anime che al volo si comprendono, anche se solo per un brevissimo istante - una contemplazione ardente e tenace, che non ha un dubbio sulla via da seguire, tutto sembra possibile a chi sente viva in sé l'unità organica dell'universo.
Nel lettore Cantos y Danzas di Manuel Barrueco è ormai finito, studio, viaggio e riunioni ad attendermi. Buon compleanno a Ben Harper.
Pensierino per oggi:
Bonitas et bonum non sunt nisi una bonitas praeter generare et generari;
tamen generare bonitati et generari sunt unum et idem in bono et sunt unum esse, vivere
Canzone del giorno
Atoms of peace - Tom Yorke, da The Eraser
Prediligerei di gran lunga un raccolto uditorio di anime interessate a patto che tali individui siano dei perfetti sconosciuti, conosciuti dall'arte ma non dall'artista.
RispondiEliminaNe ricaverei di gran lunga più soddisfazione qual ora sentissi le loro mani spellarsi a fine spettacolo.
La solitudine caro staff, e sai bene come la penso, è una bestia da visitare allo zoo, da non desiderare mai di portarsela in casa. La solitudine è bella quando la si desidera, quando si paga il biglietto per poterla ottenere. Al contrario, gli ometti che siamo, necessitano periodicamente di un sano e rilassante bagno di compagnia.