Non si dovrebbe mai ritornare sul luogo di un delitto d’amore, soprattutto se sono passati solo pochi mesi. Soprattutto in una storia senza trama, un collage di incontri casuali e fortuiti, ma sempre più desiderati. Non si dovrebbe mai tornare in scena, quando gli applausi sono terminati. Ma con che faccia rispondi di no a chi con due occhi e un'espressione sola ha avuto il potere di farti scalare il K2, facendoti credere che il freddo e il vento fossero respiro di donna?
L'impotenza dell'essere umano di fronte alle vicissitudini sentimentali è patologica e insita nel nostro DNA insieme alla delusione, alla solitudine, al rancore e al rimpianto. Ma era la sua voce da Lady Lou, tagliente come uno scoglio, che mi restituiva l’accento aspro dei viennesi, il sogno rauco del Danubio, l’intimità indenne di due che si sono amati. Quindi rispondo "ci sarò", e mi appresto a cadere in quel groviglio di emozioni controverse senza lieto fine che mi assale ogni volta che ho accettato di credere di nuovo a Nanà...
Mi scruto l’espressione da cantante mariachi nello specchio della toilette della cuccetta diretta verso Vienna e mi chiedo cos’è rimasto di quel musicante da 3 soldi che parlava alla luna.
Il tempo che fa germogliare e verdeggiare un seme è lo stesso che sbiadisce e rinsecca la pianta nata da quel seme. E le estati passate, le nostre risate, sono già un ricordo balbettante, e poi neanche più un ricordo, solo un’ombra fredda: giorni di un futuro passato.
"Mi riconoscerai?"
L'impotenza dell'essere umano di fronte alle vicissitudini sentimentali è patologica e insita nel nostro DNA insieme alla delusione, alla solitudine, al rancore e al rimpianto. Ma era la sua voce da Lady Lou, tagliente come uno scoglio, che mi restituiva l’accento aspro dei viennesi, il sogno rauco del Danubio, l’intimità indenne di due che si sono amati. Quindi rispondo "ci sarò", e mi appresto a cadere in quel groviglio di emozioni controverse senza lieto fine che mi assale ogni volta che ho accettato di credere di nuovo a Nanà...
Mi scruto l’espressione da cantante mariachi nello specchio della toilette della cuccetta diretta verso Vienna e mi chiedo cos’è rimasto di quel musicante da 3 soldi che parlava alla luna.
Il tempo che fa germogliare e verdeggiare un seme è lo stesso che sbiadisce e rinsecca la pianta nata da quel seme. E le estati passate, le nostre risate, sono già un ricordo balbettante, e poi neanche più un ricordo, solo un’ombra fredda: giorni di un futuro passato.
"Mi riconoscerai?"
Nessun commento:
Posta un commento