Dopo una piccola quantità di tempo incerto la vita torna a scorrere, il fiume ripulisce le sue sponde e inesorabili cambiano le stagioni e passano i ricordi. Sento di nuovo un dolore bruciare in mezzo al petto, infuocare d'acido le mie notti di veglia e i miei giorni insonni. Non so perché ma bene non sto, a parte fisicamente - è da un po' che ho un problema fisico senza spiegazione - ma tutte le battaglie, le sconfitte e le vittorie, le cicatrici i traguardi e le rese di quest'anno forse mi hanno come sopraffatto, caricandomi di stress. Tante cose da completare, progetti infiniti da inviare e consegnare; esami, scadenze, concerti all'orizzonte e inquietudine, i famosi due lupi dei nativi americani che lottano per prevalere dentro di me...
Forse mi sbaglio, ma questa cosa, che un po' c'è un po' no, che un po' mi spaventa e un po' la sottovaluto, che irregolarmente si accende e prende a schiaffi la mia felicit... pardon serenità, credo dipenda in qualche modo da me, e dalle ombre che mi trascino dietro. In questi giorni, per quanto mi sforzi di affermare che tutto vada bene, che la vita sia meravigliosa, e agire di conseguenza, ho come la sensazione che un frammento di ombra si liberi dalla tenebra per infondere, nell'inconscio, la triste e penosa sensazione che tutto sia morto, vuoto, privo di scopo, e profondamente sbagliato.
Domani vado dal medico.
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