Giorno 42. Pioggia.
Esterno giorno, grigio l'interno.
L'acqua scorre da ore, fuori, sopra le tegole, e attraverso le tubature e le fessure di questa città galleggiante giunge fin dentro di me. Sento le vibrazioni, il rumore delle gocce che cadono, nel calorifero e nel boiler. Ogni rintocco è amplificato nella mia testa, a sommarsi ai rumori di fondo in un'aura pulsante e sincopata, sfasata rispetto al normale ritmo dell'esistenza. Più l'aura cresce più io mi svuoto, aumenta il rumore e diminuiscono i pensieri coerenti, dimenticando ansie, preoccupazioni e persino il passare del tempo. Ma il tempo passa, un mese o poco più dalla mia fuga. Un mese dalle corriere bulgare, dai controlli dopo il confine e dalla mansarda con gli abbaini. Il divano sul pianerottolo ospita ogni sera una nuova giovane coppia, quasi mi dispiace svegliarli uscendo presto, spesso prima dell'alba, per andare al lavoro, ma questa nuova dimensione mi piace. I'll be alright...
Canzone buona
Jack of All Trades - Bruce Springsteen, da Wrecking Ball
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