lunedì, marzo 13, 2017

Will You Please Be Quiet, Please?


Il sole scompare lentamente dietro le montagne e piccoli pescherecci solcano il mare lenti. Dall'interno del treno sembra tutto un fondale dipinto, non autentico. Sembra di attraversare un mondo che non ci appartiene, distante. Luca parla a telefono con Diana e la interroga sul loro amore.

- Ci credi o no? Basta che mi dici questo. [...] No, no, non ti preoccupare, io domani alle 10 sono fuori dalla stazione. Tu ci puoi essere o meno, io ci sarò

Il paesaggio cambia, la luce cala. Stazione dopo stazione, Luca insiste, elenca e almanacca ragioni e speranze, sicuro e fiero di quello che prova. Spesso ride, istericamente.

- Tu non le pensi quelle cose. Assolutamente. [...] Sei una bugiarda. [...] Sei contenta che domani ci vediamo?

Il treno si ferma per lasciare spazio a una freccia. La ragazza dai capelli rossi alza lo sguardo dal telefono e guarda fuori dal finestrino, spaesata. 
Oggi ho lavorato male, affaticato sotto il peso di tante situazioni irrisolte.  Il silenzio irrompe nella carrozza, quel silenzio difficile da tollerare, soprattutto tra persone sedute di fianco, che richiama immediatamente alla mente i vuoti che ci trasciniamo dentro. Fuori è gia buio.
Insomma, a sentire Luca mi chiedo, quand'è che la nostra vita inizia a non essere più la nostra. Perché, tutti o quasi tutti, da un certo momento in avanti abbiamo una vita che non è quella che credevamo, un tempo, di volere? Quando smettiamo di credere ai nostri sogni e lasciamo cadere le nostre speranze? E perché smettiamo di provare a vivere?

Canzone irrisolta
Beautiful that way - Noa, dalla colonna sonora di La Vita è Bella

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