giovedì, dicembre 25, 2014

per Natale

Prendere parole in prestito, escludere la realtà di ciò che accade fuori dalle coperte, e cercare, elencandole, di descrivere tutte le storture, le delusioni e le crepe della vita che ti gira intorno. 

- "Uno sciroppo per la tosse secca"-

Nel tentativo innaturale e incapace di sollevare i genitori dai loro fallimenti, nell'abbandono dei sogni in favore di ancore materiche, che invece di assicurare allontanano la capacità di orientarsi, nelle strade semi-deserte al mattino dopo la vigilia, dove abitatano le paranoie affette da bronchiti croniche fatte di lucette bruciate e storpi alberi sintetici, risiede la società dello spettacolo natalizio. 

- "100 grammi di ortica"-

Sospendere le ostilità tra le passioni e il controllo razionale, almeno tentare l'armistizio della diplomazia emotiva, disdire le aspirazioni e caricare a testa bassa contro il moto impetuoso, accettare limiti e privazioni come opportunità, onorare le psicosi e le speranze di senso presenti in una tavola imbandita di bagatelle e datteri.

- "Come solo una scatola? di questi giorni lo dovete tenere, che ci si ha voglia"-

Nelle richieste fatte a voce sussurata, nell'imbarazzo dietro le parole "cistite", "scariche" o "lubrificante" si celano le voci e tutta l'umanità assetata della gente in coda nella farmacia di turno.

- "Senta, sono in emergenza, il latte in polvere ce l'ha?".

Necessità.


1 commento:

  1. Riesci a far perdere il senso a qualcosa che pretende di avere un senso senza in realtà averlo sul serio.
    Le tue parole sono libertà, un vortice di libertà.
    Quel vuoto abissale dove la vita scalpita, impaziente.

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