Oggi mi sono svegliato con il ricordo del mito di Bauci e Filemone, e la sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante mi si è attaccata addosso; ero ancora mezzo addormentato quando mi sono sorpreso girare per casa senza motivo, in cerca di risposte - ho passato la giornata pensoso, sempre con questo tarlo nella testa - Mi tornano all’attenzione i nonni che vorrei ricordare di aver conosciuto, nei silenzi di mio padre, nelle sue paure - in questi giorni stani, di tensione palpabile e comuni liturgie mondane intrecciati insieme, di angosce sfogate e cedimenti alla rabbia, cerco con tutto me stesso di trovare consapevolezza e di resistere.
Non so quale sia la soluzione a tanti problemi che mi circondano, mi viene in mente il film The beach, (e per un attimo mi si raggela il sangue pensando a quanto verosimile sia il vecchio detto "lontano dagli occhi..."), dove gli "abitanti" dell'isola, schiavi dei loro "beni materiali", sono completamente incapaci d'affrontare situazioni d'emergenza. La voglia di rimanere sconosciuti al mondo li spinge ad azioni disumane. L'immagine distorta della loro realtà li ha resi ciechi alle grida disperate dei loro compagni, e niente conta, se non preservare quello che si ha. Oggi ho riconosciuto tutto questo, nelle parole di persone a me vicine, e non cedere alla rabbia è stato molto difficile.
Non so quale sia la soluzione a tanti problemi che mi circondano, mi viene in mente il film The beach, (e per un attimo mi si raggela il sangue pensando a quanto verosimile sia il vecchio detto "lontano dagli occhi..."), dove gli "abitanti" dell'isola, schiavi dei loro "beni materiali", sono completamente incapaci d'affrontare situazioni d'emergenza. La voglia di rimanere sconosciuti al mondo li spinge ad azioni disumane. L'immagine distorta della loro realtà li ha resi ciechi alle grida disperate dei loro compagni, e niente conta, se non preservare quello che si ha. Oggi ho riconosciuto tutto questo, nelle parole di persone a me vicine, e non cedere alla rabbia è stato molto difficile.
Alla fine, per caso, ecco che mi passa fra le mani un disco perduto, e con lui, un po' di Luce...
Si tratta di Hymnes à l'Espérance, di Sœur Marie Keyrouz, un disco di una bellezza magnetica e travolgente. Lei è una suora libanese maronita che vive tra Beirut e Parigi, nel disco è accompagnata da alcuni musicisti e canta la liturgia cristiano-maronita in stile bizantino per diffondere un messaggio di pace con una voce a dir poco sconvolgente. Anni fa assistetti a un suo concerto, ricordo persone accorrere dai bar circostanti il luogo dell'esibizione, richiamate dalla sua straordinaria e impressionante vocalità, ricordo la sensazione di bellezza e immensa grazia che provai, come tutti i presenti d'altronde.
Ecco, quell'unione di bellezza e fede, vera arte sacra, è ciò che avevo dimenticato...
Canzone per placar gli affanni:
Ya Sûrûri - Sœur Marie Keyrouz, da Hymnes à l'Espérance
Nessun commento:
Posta un commento