sabato, dicembre 01, 2007

Scritura automatica dopo innumerevoli spritz...

Euforia.
Lieve distorsione distonia muscolare impedente se non un ghigno e un tremolio tutto informe a mantenere una stanca lucidità necessaria e ripeto necessaria anche a chi come me ha da poco superata la linea d’ombra, o sta semplicemente finendo un ciclo. Tutto considerando non siamo che piccole gocce che scivolano su un vetro, la nostra caduta è sostenuta da una forza che non possiamo capire né tanto meno arginare, al limite, nell’unione con altri sperduti, come noi, riusciamo ad accelerare la fine ultima e ricongiungerci con tutta l’acqua che scorre sul pianeta e lo popola delle mille forme di vita che necessitano del nostro apporto per continuare il loro viaggio, Dio come sono stato incosciente per tutto questo tempo, come ho vissuto alla giornata fingendo di capire, come ho deluso e come sono stato deluso; la continua ricerca mi ha in verità procurato una continua amnesia dei ricordi, anche di quelli legati ad un sorriso, non il dolore, non l’angoscia, ma ogni singola nota, ogni singolo verso scaturito da un cielo terso che abitava i miei sogni di poeta bambino al confine del mondo degli alieni, le altre creature dei vetri popolati.

Eppure è strano, e continuo a meravigliarmi, di come i collegamenti in realtà ci riconducano lo stesso al nostro legittimo scranno nel mondo, per lo meno, nell’ esatto istante in cui ne prendiamo coscienza, senza tuttavia essere padroni, assoluti, dei nostri destini, invero prigionieri di stampi ignifughi alle passioni, fatti di silicone, indeformabili per stessa fattura. Libertà, paura di se stessi, e dei nostri riflessi nelle altre persone.

Trovare tutti i pretesti per continuare, nessuna scusa per tornare, ricevere tutte le attenzioni di cui non necessitavamo e restare poi schiavi di questa sensazione di utilità per la vita di chi ci sta intorno, o più propriamente, di chi come noi continua a gravitare intorno ad un universo che centro in realtà non conosce. E riportare tutto a casa per mettervi ordine, i pensieri, gli atti unici, i monologhi. Le delusioni e le conquiste fatte in ore di ospedali e letti mortuari, di canti greci e salette di Aufhebung, di drammi e regine, di santi e peccatori, di santoni e ciarlatani, di uomini nudi che percuotono dei bidoni, di donne-cagne rinchiuse nelle loro gabbie, di isole sognate nel tempo che fu, di struzzi e fagiani, di allodole e scorpioni, di canti e discanti, tatuaggi e illusioni, manifesti e specchi.

Canzone per l'andatura incerta
Sweet Sucker Dance - Joni Mitchell, da Mingus

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